Ondulazioni della sabbia in un potenziale sito di atterraggio
NASA/JPL/Università dell’Arizona
Ondulazioni della sabbia in un potenziale sito di atterraggio
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Per atterrare sulla superficie di Marte occorre una lunga pianificazione, sulla scorta delle immagini riprese dall’orbita. Questo terreno situato ad ovest di Aeolis Planum è considerato come un possibile sito di atterraggio per una futura missione su Marte.

La superficie è relativamente piatta e su piccola scala presenta numerose creste e montagnole. Alcune di queste creste sono arcuate e formano i bordi di antichi crateri da impatto, che adesso si trovano in vari stadi di erosione e sono quasi interamente riempiti di sabbia. Tuttavia la maggior parte delle creste ha l’aspetto di ondulazioni create dal vento. Queste peculiarità sono larghe circa 10 metri e lunghe circa 100, formano piccole anse e in genere sono orientate da sud verso nord.

Le montagnole sono meno evidenti, ma potrebbero essere di formazione eolica. Il fondo della maggior parte dei crateri “più nuovi”, cioè di quelli che appaiono meno erosi dal tempo, presenta caratteristiche, piccole ondulazioni della sabbia.

Tutti i crateri sono stati soggetti ad erosione e in gran parte sono riempiti da una copertura di terriccio. Anche molte delle ondulazioni sembrano ricoperte e nascoste dal terreno. Nonostante ciò, il solo fatto che esistano questi letti rocciosi in cui l’erosione è operata dalla sabbia soffiata dal vento suggerisce che il suolo è formato da regolite (rocce e frammenti ancora più fini), smosso e a grana fine, che il vento ha potuto spostare e riorganizzare.

Si vedono pochissimi massi e quei pochi sono solo il materiale eiettato dai crateri più recenti e più grandi. Sebbene siano pesantemente erosi e ricoperti dalla polvere, questi crateri rocciosi stanno ad indicare che esiste un materiale più coeso, forse un vero e proprio letto roccioso oppure una regolite parzialmente cementata, che spunta qua e là tra la copertura del suolo. L’assenza di rocce diffusamente distribuite sul terreno, provenienti dagli impatti craterici, suggerisce che quest’area forse ha sperimentato un’estesa, e forse ancora in atto, accumulazione di terreno, oppure che le rocce superficiali sono poco solide e vengono facilmente erose dal vento e dalla sabbia da esso trasportata.

Traduzione: Roberto Gorla

 
Data di acquisizione
09 aprile 2012

Ora su Marte
3:09 PM

Latitudine (centrata)
-1.1°

Longitudine (Est)
141.3°

Altitudine della sonda
279.9 km

Scala originale dell’immagine
28.0 cm/pixel (con 1 x 1 binning) e gli oggetti di 84 cm attraverso sono risolti

Scala dell’immagine proiettata:
25 cm/pixel

Immagine proiettata
Equirettangolare (e il nord è su)

Angolo di emissione
15.9°

Angolo di fase
65.4°

Angolo di incidenza del Sole
53°, e il Sole è localizzato 37° sopra l’orizzonte

Longitudine solare
94.4°, estate settentrionale

JPEG
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Addenda
Il Jet Propulsion Laboratory della NASA dirige la sonda MRO. La fotocamera fu costruita da Ball Aerospace & Techologies Corp., e il suo progetto è realizzato dall’Università dell’Arizona.