Nel mezzo di questa immagine possiamo vedere un insieme di depressioni a due livelli: un cratere interno, più piccolo, circondato da una depressione poco profonda che si protende all’esterno.
Ci troviamo a 50 gradi di latitudine nord di Marte, dove la sonda Mars Odyssey ha mappato la presenza di ghiaccio sub-superficiale. La MRO ha da parte sua rilevato la presenza di crateri da impatto formatisi di recente in un’ampia regione che presenta ghiaccio a poca profondità ed ha dimostrato che questo è ghiaccio quasi puro.
Una interpretazione dei crateri “estesi” qui visibili consiste nel fatto che un gruppo di impatti di ridotta entità, probabilmente crateri secondari generati da una collisione primaria molto più cospicua, ha portato alla luce il ghiaccio puro posto nelle vicinanze della superficie. Una volta esposto alla sottile atmosfera marziana, il ghiaccio è instabile e sublima (passa cioè direttamente dallo stato solido a quello gassoso, senza il passaggio allo stato liquido intermedio) e le poco profonde depressioni possono così gradualmente espandersi.
Traduzione: Roberto Gorla