Zona di transizione
NASA/JPL-Caltech/UArizona
Zona di transizione
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Nascosto tra le “mesa”, questa immagine riprende il fondo della valle dove sembra che la roccia erosa e/o i detriti del suolo siano fluiti dalle pareti giù per la valle come un fluido viscoso, per poi fondersi assieme. Una delle teorie più importanti ipotizza che la neve e il ghiaccio provenienti dalla mesa vengano trascinate a valle assieme ai detriti, scivolando lentamente lungo la pendenza. Sulla Terra formazioni analoghe sono costituite dai “ghiacciai rocciosi” che fluiscono viscosamente come un ghiacciaio di neve, lubrificati dal ghiaccio intrappolato negli spazi porosi tra le rocce.

L’immagine mostra detriti viscosi di colore chiaro che si sovrappongono ad una superficie dai toni più scuri. Entrambe le superfici presentano fratture dalla struttura irregolare e indicano che lì è avvenuta una sostanziale erosione del terreno. La superficie del flusso viscoso contiene molte formazioni poligonali, di piccole dimensioni e dalla forma regolare. Sulla Terra tali formazioni sono tipiche del “permafrost”, il terreno permanentemente ghiacciato delle zone artiche, e in genere vengono ritenute una chiara prova della presenza di ghiaccio poco sotto la superficie.

L’erosione e la formazione di piccole scarpate rivela una moltitudine di stratificazioni che compongono il sottosuolo. Questa struttura non è tipica di un singolo evento di glaciazione e potrebbe stare ad indicare ripetuti episodi di avanzamento e di ritirata dei ghiacci. In aggiunta, la sparuta popolazione di rocce situate in superficie e lungo le scarpate erose suggeriscono che i detriti consistono principalmente di terriccio.

Traduzione: Roberto Gorla

 
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